Il demand response industriale, incentivato attraverso il meccanismo Terna di modulazione a salire dei prelievi, ha contribuito al deciso rialzo dei consumi elettrici delle imprese energivore in aprile, che come già visto (v. Staffetta 12/05) è stato a il principale fattore dell'aumento della domanda nel mese. E' quanto emerge dall'ultimo rapporto mensile del gestore di rete pubblicato oggi.
In aprile, conferma il documento, il fabbisogno elettrico nazionale è stato pari a 23,9 miliardi di kWh, in aumento dell’1,9% rispetto allo stesso mese dello scorso anno (+1,5% considerando il giorno lavorativo in più e le temperature più elevate di circa 0,9 gradi). Nel primo quadrimestre del 2026 il fabbisogno è in aumento del 2,8% rispetto allo stesso periodo del 2025
La crescita della domanda, rimarca Terna, "rispecchia anche il cambiamento dei comportamenti di consumo dell’industria energivora che, in alcune giornate di aprile caratterizzate da basso fabbisogno e alta produzione da fonti rinnovabili, ha contributo alla flessibilità del sistema elettrico, modulando le proprie attività e garantendo un sostanziale apporto al fabbisogno del Paese".
Nello specifico, nell'ottavo mese consecutivo di crescita per l’indice Imcei dei consumi industriali, l'indicatore registra un incremento dell’8,8%.
Il risultato, nota il Tso, "riflette anche le specifiche condizioni di esercizio del sistema elettrico che hanno caratterizzato alcune giornate dello scorso mese, in particolare le festività pasquali e il weekend del 25 aprile. Numerose industrie, infatti, usufruendo del servizio di modulazione straordinaria istantanea a salire incentivato da Terna, hanno mantenuto attiva la produzione nei giorni festivi, sostenendo la flessibilità del sistema elettrico attraverso una diversa programmazione dei consumi".
"In queste giornate, contraddistinte da forte produzione rinnovabile e basso fabbisogno, i consumi industriali hanno registrato incrementi superiori al 60% rispetto alle giornate omologhe del 2025, contribuendo alla gestione efficiente e sicura del sistema e confermandosi strumento concreto a supporto dell’integrazione delle fonti rinnovabili".
Complessivamente, nei primi quattro mesi del 2026 l’indice Imcei registra una crescita del 5,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Ad aprile risultano in crescita tutti i settori, ad eccezione della chimica, in flessione.
L’indice Imser (Indice Mensile dei Servizi), che Terna pubblica sulla base dei dati dei consumi elettrici mensili forniti da alcuni gestori di rete di distribuzione (E-Distribuzione, UNARETI, A-Reti, Edyna e Deval) e presentato in differita di due mesi rispetto ai dati dell’IMCEI, ha mostrato a febbraio 2026 una sostanziale stabilità (-0,4%).
Guardando al mix, la produzione nazionale netta al consumo, in calo del 3,3% a 19,4 TWh, ha coperto l’81,2% della domanda di energia elettrica, mentre il restante 18,8% è stato soddisfatto dal saldo estero.
Complessivamente, la produzione nazionale netta, pari a 20 miliardi di kWh, è diminuita del 2,2%, mentre il saldo estero è aumentato del 32,4%, per effetto di un incremento dell’importazione (+25,2%) e di una riduzione dell’esportazione (-32,1%).
Ad aprile le fonti rinnovabili hanno coperto il 49,5% della domanda elettrica nazionale in linea con i livelli dello scorso anno (50,3% ad aprile 2025). In crescita la fonte fotovoltaica con 5,4 TWh (+23,7%), mentre risultano in flessione l’idrica (-22,8%), la termica (-8%), la geotermica (-2,3%) e l’eolica (-0,6%).
La produzione fotovoltaica risulta la prima fonte rinnovabile del mese: l’incremento di 1.029 GWh è dovuto in larga parte all’aumentata capacità in esercizio (+747 GWh) e, in misura minore, al maggior irraggiamento (+282 GWh).
L'apporto degli accumuli standalone ha fatto registrare un nuovo massimo storico, pari a 242 GWh, contro 244 dei pompaggi in produzione. Da settembre a marzo l'energia immessa in rete dalla batterie è stata costantemente superiore alla produzione stimata dei pompaggi.
Secondo le rilevazioni di Terna, considerando tutte le fonti rinnovabili, ad aprile 2026 la capacità installata è aumentata di 761 MW, con un contributo degli impianti connessi in alta tensione, pari a 336 MW, tra solare ed eolico. Al 30 aprile si registrano 85.928 MW di potenza installata, di cui, in particolare, 45.674 MW di solare e 13.865 MW di eolico.
Nei primi 4 mesi dell'anno la nuova capacità FV installata (2.161 MW) è stata maggiore di 271 MW o del 14,3% rispetto al gennaio-aprile 2025, quella eolica (236 MW) di 54 MW o del 29,7%.
Relativamente agli accumuli, in Italia si registrano 930.647 impianti che corrispondono a 19.015 MWh di capacità e 7.840 MW di potenza nominale.
Il totale di rinnovabili installate da gennaio 2021 ad aprile 2026 (27.291 MW) supera di 1.241 MW il totale previsto alla stessa data dai target del decreto aree idonee.