Negli scorsi giorni, hanno tenuto banco gli scambi di accuse tra il governo e i presidenti di Regione di centrosinistra sulle rinnovabili.
Durante le comunicazioni alla Camera di giovedì, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha replicato alle opposizioni, che la accusavano di frenare la transizione energetica, dicendo che la Sardegna e la Toscana, governate rispettivamente da Alessandra Todde (M5S) ed Eugenio Giani (PD), sono “le Regioni che più si oppongono alle rinnovabili”.
Accuse immediatamente rispedite al mittente dal presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che ha detto che “la Sardegna è una delle Regioni che investe di più nelle rinnovabili” e da Giani, che ha risposto che la premier “non conosce la situazione” e che la Toscana è la quarta Regione in Italia per installato.
Intanto la giunta di centrosinistra dell’Umbria sta portando avanti una battaglia, insieme a diversi deputati e senatori di opposizione, contro il progetto eolico di Rwe “Phobos”, su cui il governo ha espresso parere di Via positivo nonostante la contrarietà della Regione. L’Umbria vorrebbe che il governo revocasse la Via come ha fatto per un progetto eolico nel Lazio.
La legge sulle aree idonee dell’Umbria è stata l’unica, finora, impugnata dal governo, perché troppo restrittiva sulle aree dove non si possono installare impianti rinnovabili (v. Staffetta 05/06).
Il nodo politico effettivamente c’è, e il governo ha buon gioco a sollevarlo nei confronti del centrosinistra, storicamente più attento alle questioni ambientali. Come faceva notare Legambiente qualche settimana fa (v. Staffetta 26/05), la Sardegna, la Toscana e l’Umbria, insieme alla Puglia governata sempre dal centrosinistra, sono tutte in ritardo rispetto agli obiettivi di burden sharing fissati dal governo. Sono invece in linea con gli obiettivi altre due regioni di centrosinistra, e cioè la Campania e l’Emilia-Romagna.
In particolare, secondo i dati Terna di aprile, la Sardegna è la Regione con la maggiore distanza dall’obiettivo (-495 MW), seguita dalla Calabria del forzista Roberto Occhiuto (-400 MW) e dalla Toscana (-239 MW). Seguono la Puglia (-238 MW), la Basilicata governata però dal centrodestra (-181 MW) e l’Umbria (-163 MW). Sono in ritardo sugli obiettivi, ma con una distanza inferiore, anche cinque Regioni governate dal centrodestra: Molise, Marche, Abruzzo, Liguria e Valle d’Aosta.
Tra le Regioni che fanno un po’ meglio dell’obiettivo, troviamo la Sicilia del forzista Renato Schifani, la Campania e l’Emilia-Romagna con giunte di centrosinistra, e il Trentino-Alto Adige. Molto sopra l’obiettivo quattro Regioni che, da diversi mandati, sono governate dal centrodestra: Friuli-Venezia Giulia (+324 MW), Veneto (+392 MW), Piemonte (+430 MW) e Lombardia (+732 MW).
La Regione che è più avanti con gli obiettivi è il Lazio, oggi governato da una giunta di centrodestra, seppure il record d’installazioni – 1.291 MW sopra l’obiettivo – è dovuto soprattutto alla precedente giunta, guidata dal dem Nicola Zingaretti.