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venerdì 02 marzo 2018

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I costi dell'inquinamento dell'aria

Andrea Arzà di Liquigas: “Importante scegliere fonti in grado di tutelare l'ambiente e la salute”

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L'inquinamento dell'aria rappresenta un problema sempre più serio a livello europeo, soprattutto dal punto di vista della salute pubblica e dei risvolti sociali ad essa legati.

Secondo l'ultima edizione del report dell'Agenzia Europea per l'Ambiente, l'Air Quality in Europe 2017, l'inquinamento rappresenta il primo fattore di rischio ambientale in Europa, causando quasi 500.000 morti. Il report prosegue sottolineando come, oltre naturalmente al grave impatto in termini di vite umane e peggioramento della qualità della vita, l'inquinamento presenti un conto salato a livello economico per i Paesi dell'Unione, in quanto causa di una minore produttività, maggiori costi sanitari, oltre naturalmente ad un depauperamento del proprio patrimonio naturale. Secondo l'OCSE questi costi aumenteranno fino al 2% del PIL Europeo entro il 2060. I costi sociali dell'inquinamento sono sottolineati anche da un recente documento della Lancet Commission on pollution and health, che sottolinea come per le spese per la cura delle malattie correlate all'inquinamento costituiscano l'1,7% della spesa sanitaria annuale nei paesi ad alto reddito e fino al 7% dei costi per la sanità nei paesi a reddito medio fortemente inquinati e in via di rapido sviluppo. Lancet fornisce anche una stima di questi costi, che attualmente si attestano a 4.600 miliardi di dollari l'anno, 156 in Italia, pari al 6,2% della produzione economica mondiale.

La gravità della situazione richiede misure concrete per rispondere all'esigenza di migliorare la qualità l'aria, incidendo su tutte le attività antropiche che determinano emissioni inquinanti. Oltre alla limitazione delle emissioni di traffico e industrie, particolare attenzione deve essere riservata al riscaldamento domestico, che contribuisce in maniera crescente all'aria irrespirabile di molte città. Molto infatti può fare una scelta consapevole del combustibile, privilegiando fonti a basse emissioni ed una puntuale manutenzione degli impianti, in grado di assicurare nel tempo prestazioni ecologiche agli apparecchi. Questi aspetti sono confermati da un recente studio comparativo condotto da Innovhub, Stazione Sperimentale della Camera di Commercio di Milano, che ha messo l'accento sulla forte differenza di emissioni tra combustibili gassosi e biomasse (con un incremento progressivo di due ordini di grandezza passando dai primi alle seconde) e il fondamentale ruolo della manutenzione: «lo studio mette in luce come sia fondamentale, per ridurre l'inquinamento, che i consumatori facciano scelte energetiche consapevoli, con una valutazione a 360 gradi dei benefici e dei problemi generati dai loro comportamenti. – commenta Angelo Lunghi di Innovhub - La manutenzione frequente delle proprie stufe e la scelta di combustibili a basso fattore emissivo come GPL e gas naturale, possono avere impatti rilevanti sulla salute e sull'ambiente». Sottolinea l'importanza di una scelta consapevole dei cittadini del combustibile per il riscaldamento anche Andrea Arzà, Amministratore Delegato di Liquigas: “il GPL rappresenta oggi la scelta più sostenibile per tutti coloro che vivono in zone offgrid. Si tratta infatti di una fonte che presenta emissioni estremamente limitate rispetto a biomassa e gasolio, contribuendo quindi a tutelare non solo l'ambiente ma anche la salute”.

© Riproduzione riservata




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