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mercoledì 28 marzo 2018

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Riscaldamento domestico e sostenibilità: il GNL un'opportunità per le zone isolate

Liquigas: grazie al GNL ridotte emissioni di particolato e CO2

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Con lo spegnimento progressivo dei sistemi di riscaldamento si chiude una stagione termica invernale caratterizzata da un costante stato di emergenza per i livelli di l'inquinamento dell'aria, causato dal sommarsi del riscaldamento domestico al traffico e alle attività industriali. Secondo recenti studi sono infatti proprio gli impianti di riscaldamento a pesare di più sulla quantità di polveri sottili in città, non solo nei grandi centri urbani, ma anche realtà di medie e piccole dimensioni. Secondo alcuni dati rilasciati da Arpa Lombardia (Inemar2012), ad esempio, essi rappresentano il 25% delle emissioni regionali. Questo dato è fortemente influenzato dalla presenza di numerosi impianti a biomassa, che rappresentano la quasi totalità delle fonti di emissioni inquinanti, oltre il 99%.

L'adozione di soluzioni per il riscaldamento rispettose dell'ambiente rappresenta in questo contesto critico un'opportunità per migliorare la qualità dell'aria, che deve essere perseguita da cittadini e pubblica amministrazione attraverso la scelta consapevole di fonti energetiche pulite. Una recente ricerca condotta da Innovhub-Stazione Sperimentale per l'Industria della Camera di Commercio di Milano, sulle emissioni di apparecchi a gas, GPL, gasolio e pellet, ha messo in luce come le biomasse, anche se certificate ed impiegate in impianti di gamma medio-alta, contribuiscono in maniera significativa all'inquinamento atmosferico. Nello specifico, le emissioni di particolato (PM) generate dalle stufe a pellet sono di due ordini di grandezza superiori rispetto agli impianti a combustibili gassosi, mentre il particolato della legna da ardere è di tre ordini di grandezza superiori.

Nelle zone non raggiunte dalla rete del metano l'impiego di combustibili gassosi costituisce una possibile alternativa, con importanti benefici a livello ambientale. In particolare, l'ultima frontiera nell'ambito del riscaldamento domestico è rappresentata dall'uso del GNL per l'alimentazione di reti canalizzate al servizio di centri abitati, la cui realizzazione è inoltre prevista dagli orientamenti della Direttiva DAFI e nel chiarimento del Ministero dello Sviluppo Economico del 9 agosto 2016 riguardo i Comuni non metanizzati. Liquigas, azienda italiana leader nella distribuzione di GNL nel settore industriale, all'interno del proprio Report di Sostenibilità elenca le caratteristiche virtuose di questo combustibile: “il GNL è composto dal 90 al 99% di metano, è atossico, non corrosivo non produce polveri o fumi tossici e si distingue per un elevato potere calorifico. Per sua natura il GNL è una risorsa estremamente versatile e per questo rappresenta un'opportunità non solo in ambito industriale, ma anche per altri settori, dove le sue caratteristiche di efficienza e sostenibilità possono costituire un significativo vantaggio. Il GNL, inoltre, comporta impatti moderati sull'ambiente in termini di emissioni. Tale combustile non produce diossido di zolfo (SO2) né particolati, contiene una minor quantità di ossido di azoto (NOx) e produce minori emissioni di CO2 rispetto ad altri combustili fossili utilizzati”.

© Riproduzione riservata




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