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PPA e flessibilità: come cambia l’approvvigionamento rinnovabile per le imprese

di Marika Savoia, Head of Downstream Origination di Statkraft in Italia

Negli ultimi anni il mercato dei Corporate PPA ha registrato una crescita significativa. Solo nel 2025 si stima un volume di energia contrattualizzata pari a circa 20 TWh sull'intera durata dei nuovi accordi, con una quota compresa tra il 70% e il 75% riconducibile a clienti industriali.

La crescita della domanda elettrica rende il tema ancora più rilevante, soprattutto nei settori a domanda continua. Anche considerando la proiezione più conservativa (PNIEC Slow), Terna prevede una crescita della domanda elettrica di almeno il 30% fra il 2023 e il 2040.

Tuttavia, il tema non è più soltanto la disponibilità di nuova energia rinnovabile. Con l'evoluzione del sistema elettrico, diventa sempre più importante la capacità di rendere questa energia più flessibile e disponibile nei momenti in cui viene effettivamente consumata.

La volatilità osservata negli ultimi anni sui mercati elettrici ha reso sempre più strategici gli strumenti di copertura dal rischio prezzo, che consentono di aumentare la prevedibilità dei costi energetici, di essere protetti dai rischi e dunque di supportare la pianificazione di medio-lungo periodo. La stabilità dei costi energetici consente infatti alle imprese di allocare capitale con maggiore certezza, sostenendo investimenti industriali, innovazione e crescita.

Sono tante le aziende lungimiranti che, in questi anni, hanno sottoscritto PPA con la finalità di ottenere un vantaggio competitivo. Come Statkraft, abbiamo siglato accordi di fornitura di energia rinnovabile di lungo periodo con primarie aziende italiane, come Interpump nel manifatturiero, iliad nelle telecomunicazioni, Chiesi nel farmaceutico, Uliveto e Rocchetta nel food & beverage.

L'accelerazione dello sviluppo fotovoltaico in Europa evidenzia chiaramente questa dinamica. La crescente concentrazione della produzione nelle ore centrali della giornata determina una pressione al ribasso sui prezzi nelle stesse fasce orarie (il fenomeno della cannibalizzazione) e incide sul capture price, cioè il valore effettivamente catturato dagli impianti sul mercato. Non conta più soltanto quanta energia viene prodotta, ma anche quando viene prodotta.

Da qui nasce l'interesse per portafogli rinnovabili multi-tecnologia e per soluzioni ibride che combinano profili di produzione, tecnologie e diversi livelli di assunzione del rischio. È questa la logica alla base dei modelli che in Statkraft abbiamo denominato “PPA 365”, che avvicinano il profilo di generazione rinnovabile ai consumi reali delle imprese, integrando tecnologie diverse (solare ed eolico), e profili produttivi complementari per una copertura più ampia e distribuita.

Il fotovoltaico concentra la produzione nelle ore diurne e nei mesi estivi, mentre l'eolico distribuisce la generazione su un numero più ampio di ore, con un contributo più rilevante nelle fasce notturne e nella stagione invernale. La complementarità migliora così la copertura temporale della generazione rinnovabile e per le aziende corporate, aumenta la quota di fabbisogno rinnovabile lungo più ore dell'anno.

In questa direzione si inserisce il recente accordo che Statkraft ha siglato con ERG, relativo alla fornitura di circa 800 GWh di energia eolica per 7 anni. L'intesa rafforza la componente eolica del nostro portafoglio in Italia e amplia la disponibilità di profili produttivi complementari a quelli solari da mettere a disposizione dei clienti corporate.

La prossima evoluzione dei Corporate PPA si gioca quindi sulla qualità e sulla flessibilità del profilo energetico. Per le imprese, il valore non dipende solo dalla stabilità del prezzo, ma dalla possibilità di accedere a energia rinnovabile più coerente con i propri fabbisogni reali di approvvigionamento.