In attesa che il prezzo al gallone della benzina negli Stati Uniti porti la pace o almeno una tregua in Medio Oriente, nelle more di interventi, come dire, istituzionali, ci permettiamo di dare qualche consiglio per contenere gli impatti del caro carburante.
Pur tenendoci, ovviamente, lontanissimi da esempi estremi, crediamo che un buon decalogo debba contenere un consiglio principale: il miglior motore è il nostro cervello. Non tanto per la velocità di elaborazione del pensiero, in fondo soli dieci bit al secondo, ma per la potenza (specifica) del pensiero stesso. Dunque, pensare con la finalità di risparmiare prima, durante e anche dopo la guida può portare risultati tutt’altro che trascurabili, per non dire notevoli; anche se, per raggiungere i massimi, non guasta un po’ di sana follia.
Iniziamo dunque con i consigli legati alla guida:
1. Un grande classico: il “piede di velluto”. Schiacciare l'acceleratore come se ci fosse un uovo sotto il pedale, evitare accelerazioni brusche ma anche frenate inutili, guidare in modo fluido e anticipatorio (cosa molto facile su percorsi noti, anche senza aiuti digitali). Esempio base: se un semaforo è o sarà rosso conviene arrivarci per inerzia; inutile continuare ad accelerare per poi frenare di colpo. Molte auto recenti veleggiano da sole, conviene ricordarsene.
2. Le marce sono fatte per essere usate tutte: una volta raggiunto il giusto regime non c’è bisogno di insistere con l’acceleratore. Il giusto rapporto per le giuste condizioni è garanzia di efficienza. Anche per questo si sono diffusi i cambi automatici, efficaci anche in sede di omologazione.
3. Controllare – sempre a freddo – la corretta pressione degli pneumatici: sgonfi, inevitabilmente aumentano la resistenza al rotolamento e dunque i consumi. Le auto nuove hanno apposito sensore, che serve proprio a questo.
4. Il caldo sta arrivando: usare l’aria condizionata a manetta è roba da americani e, oltre ai consumi, fa aumentare il calore nelle città, con effetti deleteri e moltiplicatori. Guidare con troppa roba addosso limita anche i movimenti, e questo vale anche d’inverno.
5. Non portarsi dietro pesi inutili: a maggio, ad esempio, si può correre facilmente il rischio di lasciare le catene a bordo (anche senza negare i cambiamenti climatici). Il bagagliaio e gli spazi sotto i sedili non sono depositi o credenze.
6. Rifornire con la testa prima ancora che con il portafoglio. Se si sa di percorrere pochi km, inutile fare il pieno e caricare inutili kg di carburante, a meno di non sapere che i prezzi saliranno. Le app con i prezzi praticati funzionano: guardarle non costa nulla, come farsi due conti, a mente, su quale distributore raggiungere lungo i propri tragitti. Con il salire delle temperature, meglio rifornire nelle ore meno calde (in guerra vale tutto, anche l’evaporazione). Per chi può, oltre a sfruttare gli sconti delle tessere fedeltà, ci sarebbe la possibilità di fare incetta di buoni carburante al supermercato (non c’è limite di importo e durano un paio d’anni) quando sono scontati.
7. Non restare con il motore inutilmente acceso e, specie con le nuove auto, fidarsi dello Start&Stop. Le auto ibride fanno molto da sole, ma questo non dev’essere un incentivo allo spreco. (A proposito di ibride, non ricaricare le plug-in sarà comodo ma è da fessacchiotti, anche quando si ha il carburante rimborsato).
8. L’aerodinamica conta, e non poco: gli specchietti non si possono chiudere, ma i finestrini, specie al crescere della velocità, sì. Meglio combattere con l’aria più o meno condizionata – leggi anche riciclo – che cercare lo spiffero tattico.
9. Anche senza scomodare Sun Tzu e il suo non più abusato L’arte della guerra, un po’ di pianificazione e studio del percorso, aiutandosi con le opzioni del navigatore, può dare un aiuto non piccolo, così come le partenze intelligenti o i viaggi in controtendenza.
10. Punto di corda, specie in autostrada (meglio se fatto solo con auto e moto): restando nel lecito e senza fare i piloti, una buona traiettoria in curva, puntando all’interno e sfruttando tutte le corsie – cosa che si dovrebbe fare in generale – non solo tiene desta l’attenzione ma riduce la strada percorsa e, con essa, i consumi.
Di consigli e trucchi ce ne sarebbero anche altri, e molti crediamo siano ben noti a chi su strada fa tanti chilometri, come lo è l’accorgimento base di partire un po’ prima; come non dovrebbe essere oscuro il possibile sfogo dei consumatori, sovente anche elettori, come i proprietari dei 16 milioni di automobili a gasolio circolanti in Italia (crediamo già contrariati prima del disastro iraniano).
Ma per non chiudere tristemente finiamo, fuori catalogo, con gli espedienti singolari. Spingere l’auto fuori dal box senza metterla in moto (al limite, specie d’inverno e con motori spinti, spostarla a mano con il motore acceso): facile dire che si tratta di un risparmio infinitesimale; intanto, il poterlo fare senza schiattare dà la ripetuta conferma di non aver comprato una vettura sovrappeso (v. Staffetta 01/10/21). Utilizzo del folle, senza fare follie. Sfruttare le scie, ma qui ci fermiamo; anche perché quest’ultimo rimedio (ahi loro, ma anche ahinoi) è piuttosto noto ai possessori di auto elettriche.