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martedì 11 dicembre 2018

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Elettricità, la PA stretta tra Consip e Salvaguardia

La "combo" in 8 regioni tra servizio di ultima istanza e convenzione Consip rafforza i fornitori (Enel, Hera e A2A). Un'analisi di Giuliano Sarricchio di Controllabolletta.it

Energia Elettrica

Quest'anno in otto regioni italiane il fornitore di energia elettrica in convenzione Consip, a cui le PA sono obbligate a rivolgersi per il proprio fabbisogno, è lo stesso del servizio di ultima istanza (c.d. Salvaguardia), in cui le stesse amministrazioni passano in caso di morosità. Una situazione, delineatasi già da qualche anno in molte regioni, che rafforza la posizione dei fornitori nel recupero dei crediti ma indebolisce significativamente quella dei clienti. Nell'analisi che segue Giuliano Sarricchio di Controllabolletta.it, consulente attivo nell'assistenza alle PA nella gestione delle forniture energetiche, mette in luce le criticità della “combo Salvaguardia/Consip”.

Lo scorso 26 novembre è stato un giorno importante per chi si occupa di forniture elettriche per le Pubbliche Amministrazioni. A distanza di poche ore, Consip ha reso noto i nomi dei fornitori aggiudicatari della gara Consip Energia Elettrica 16; Acquirente Unico ha comunicato l'esito della procedura per il Servizio di Salvaguardia 2019/20.

Sono tre i fornitori aggiudicatari della Gara per il Servizio di Salvaguardia: Enel, Hera Comm e A2A. Gli stessi fornitori hanno vinto alcuni Lotti della Gara Consip proprio in regioni dove saranno esercenti il Servizio di Salvaguardia, determinando quello che chiamiamo “Combo Salvaguardia/Consip”, oggetto del nostro approfondimento.

Nel 2019/20 la “Combo Salvaguardia/Consip” si è verificata:

- in Calabria e Sicilia con fornitore Enel Energia;

- in Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata con fornitore HeraComm;

- in Umbria e Marche dove A2A, a sorpresa, si aggiudica la Salvaguardia, proprio dove è appena risultato vincitore della gara Consip.

Si è trattata di una coincidenza?

Vantaggi per i fornitori

Probabilmente no. Svolgere il ruolo di fornitore su entrambi i mercati conferisce al vincitore Salvaguardia/Consip una posizione di indubbio vantaggio, che aiuta ad ottimizzare i risultati su entrambi i segmenti di mercato.

Ad esempio, la Combo Salvaguardia/Consip sicuramente aiuta l'attività di recupero dei crediti vantati verso le PA in Salvaguardia. Se un'amministrazione morosa in Salvaguardia vuole accedere alle favorevoli condizioni Consip, deve prima saldare tutti i debiti pregressi. Infatti, con la stipula della Convenzione Consip il fornitore si obbliga ad accettare tutti gli ordinativi di fornitura che riceve. Se l'ordinativo è correttamente inviato, corredato di tutte le informazioni richieste, l'unica possibilità di rifiuto, o meglio di sospensione dell'esecuzione, si verifica nel caso in cui il fornitore vanti un credito certo, liquido ed esigibile nei confronti dell'aspirante cliente. E' comprensibile che il fornitore Consip condizioni l'accettazione dell'ordine al pagamento di tutti debiti pregressi, compresi i debiti maturati in Salvaguardia.

Il doppio ruolo di fornitore Salvaguardia/Consip determina così una migliore capacità di riscossione in Salvaguardia e, nel contempo, migliora la qualità del portafoglio clienti sul segmento Consip.

La selezione può essere fatta sia in ingresso che in uscita. Come abbiamo visto, se un cliente è inadempiente da rapporti di fornitura pregressi, ha difficoltà all'accesso. Allo stesso modo, se un cliente si rende inadempiente durante la fornitura, può subire più facilmente la risoluzione del contratto con passaggio in Salvaguardia. Per il fornitore che esercita il doppio ruolo, la risoluzione del contratto Consip non comporta la perdita del cliente, bensì un cambio di contratto. I “cattivi” passano dalla Convenzione Consip, con spread bassi e tutele contrattuali scritte da Consip, al servizio di Salvaguardia, dove il fornitore incamera la componente tariffaria Omega, il corrispettivo Csal di ulteriori 5 €/MWh, beneficiando nel contempo dei meccanismi di reintegro previsti dall'Autorità e pagati in bolletta da tutti i consumatori (art. 25bis ARG/elt 107/09).

In generale, la “Combo Salvaguardia/Consip” migliora la posizione contrattuale del fornitore con riflessi positivi sulla marginalità e sulla gestione del credito. Proprio quest'ultimo aspetto, che nel comparto energetico sta assumendo un peso crescente, è diventato preponderante nel segmento Pubblica Amministrazione. Infatti, ai sensi dlgs 231/2002, il credito verso la PA per bollette non pagate incorpora un tasso di interesse superiore all'8%. Non male, se paragonato al rendimento dei Titoli di Stato. Banche e operatori finanziari, alla continua ricerca di soluzioni per investire l'ingente liquidità, ingrossata da anni di politica monetaria espansiva, sono ben disposte a prendersi qualche rischio, in cambio dell'8%. Conseguenza? Il business della vendita dell'energia cambia pelle, con il venditore di energia che ragiona con la logica della banca e il contratto di fornitura che viene gestito come una richiesta di finanziamento.

Criticità per le PA clienti

Se la concentrazione di ruoli aumenta il potere contrattuale dei fornitori nelle regioni interessate dalla “Combo Salvaguardia/Consip”, le PA si trovano in una posizione di maggiore debolezza.

Ai sensi dell'art. 1 comma 7 L. 135/12, le PA sono obbligate ad acquistare tramite Consip, con scarse possibilità di derogare a tale obbligo. Se l'unica possibilità di contrarre è nei confronti dell'aggiudicatario Consip, un mancato rinnovo o una risoluzione contrattuale comportano l'applicazione del regime di ultima istanza: servizio di Salvaguardia, o regime di Tutela per gli Enti più piccoli. Non avendo alternative, le PA devono mantenere buoni rapporti con l'unico fornitore possibile. Per farlo, devono gestire al meglio le forniture energetiche…senza distrazioni! Le PA di regioni di come Emilia Romagna, Piemonte, Basilicata, sono più fortunate. In tali regioni operano Centrali di Committenza regionali, che espletano gare anche per l'acquisto di energia, offrendo l'unica alternativa a Consip ammessa dall'attuale quadro normativo.

Cosa significa gestire le forniture dal punto di vista della PA?

In primis, i soggetti pubblici devono programmare correttamente la spesa, accantonando in bilancio le somme necessarie a far fronte agli impegni. Cosa non banale, se si pensa alla variabilità dei consumi e alla volatilità dei mercati energetici.

Le PA devono prestare particolare attenzione alle scadenze contrattuali. Da un lato il contratto Consip non è prorogabile, dall'altro l'ordinativo di fornitura del nuovo contratto va trasmesso con almeno due mesi di anticipo rispetto alla decorrenza della fornitura. Anche un semplice ritardo nell' invio dell'ordine può comportare il passaggio in Salvaguardia.

Una volta attivata la fornitura, le PA hanno 30 giorni di tempo per:

1. acquisire la fattura elettronica sul Sistema di Interscambio,

2. verificare la corretta applicazione dei corrispettivi,

3. accettare il documento nei 15 giorni previsti dalla normativa,

4. contabilizzare nel corretto capitolo di bilancio,

5. redigere la determina di liquidazione,

6. trasmettere il mandato di pagamento alla banca affidataria del servizio di tesoreria,

7. augurarsi che la Banca effettui il bonifico prima della scadenza!

Se le bollette da liquidare sono centinaia e gli uffici coinvolti sono diversi, è facile che qualcosa vada storto. Quale conseguenza? Il più delle volte il credito è ceduto. L'introduzione di un terzo soggetto nel rapporto cliente/fornitore determina un ulteriore complicazione. Sono frequenti i casi di crediti ceduti che risultano saldati per il cliente, con notevoli perdite di tempo in attività di riconciliazione delle posizioni debitorie e creditorie.

Se la situazione di ritardo diventa morosità, magari a seguito di un contenzioso determinato da mancate risposte a richieste di chiarimenti, il fornitore risolve il contratto e la PA finisce in Salvaguardia.

L'ingresso in Salvaguardia per i dirigenti responsabili di un potenziale danno erariale può diventare un incubo. Un vero e proprio tunnel senza uscita! Il costo dell'energia aumenta, e le somme accantonate in bilancio diventano inadeguate. I maggiori costi fanno crescere ulteriormente i debiti, creando così un circolo vizioso che si autoalimenta, in danno delle casse dell'Ente, magari già prosciugate dalla politica di tagli ai trasferimenti statali.

In conclusione, la gestione delle forniture è un'attività complessa ed è facile incorrere in incidenti che portano le amministrazioni “fuori strada”. Per raggiungere indenni il traguardo di una fornitura di energia in continuità con il contratto Consip, le PA devono disporre di piloti bravi e coraggiosi, in grado di rimanere in carreggiata, nonostante gli ostacoli. Purtroppo, se il fornitore Consip è anche esercente il servizio di Salvaguardia, la strada da percorrere diventa più stretta e gli incidenti sono più frequenti.

Le possibili soluzioni

1. Un meccanismo di Gara migliorabile: introdurre regole e meccanismi in grado di favorire la partecipazione alle gare per la Salvaguardia;

2. Deroghe dell'art. 1 comma 7 L. 135/12 in caso di rifiuto ordine Consip e indisponibilità di altri strumenti di aggregazione (Accordo Quadro Consip, Convenzione di Centrale di Committenza Regionale)

3. Gare Regionali per la fornitura di energia elettrica.

© Riproduzione riservata




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