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Il Contributo Ambientale

L'intervento del Conou

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La Filiera degli oli minerali, con un unico Consorzio e un sistema Epr (Responsabilità Estesa del Produttore) molto efficace, ha sempre trovato il proprio equilibrio, senza conflitti fra Consorziati né interruzioni di attività o Circolarità.

Ovviamente, il contributo ha subito nel tempo ampie oscillazioni connesse alla necessità di utilizzarne le risorse al fine di:

• incentivare la Raccolta verso la migliore soluzione ambientale (raccolta esaustiva, ovunque, anche i luoghi disagiati);

• supportare la Rigenerazione perché mai abbia a fermarsi, ma possa proseguire con la continuità necessaria a un sistema non dotato di stoccaggi intermedi.

In altri termini, la filiera attinge alle risorse messe a disposizione col contributo da parte di coloro che immettono in consumo i lubrificanti, per bilanciare i ricavi derivanti dalla base lubrificanti rigenerata con i costi del sistema di raccolta e rigenerazione.

A favore del Consorzio, in questo sistema coeso e senza supporti pubblici, stanno diversi punti chiave:

• il contributo viene esatto con assoluta “equità” da tutti, senza sacche di evasione, anzi, con azioni continue e mirate per colpire anche i più piccoli tentativi di aggirarlo;

• il prodotto rigenerato è equivalente a quello vergine, con rigidi standard ambientali e di performance che ne rendono possibile la miscibilità col prodotto vergine;

• il Consorzio unico esclude la possibilità della “competizione al ribasso” nella raccolta e nel contributo fra Consorzi;

• Il Consiglio di Amministrazione e il Management del Consorzio opera in modo assiduo nel controllo e nel contenimento dei propri costi.

Tutto ciò è stato fondamentale nel triennio 2023-2025, dove il consorzio ha restituito, attingendo dalla riserva statuaria, oltre 28 milioni di € ai Consorziati, mantenendo il contributo a circa 80 €/t medi, pur a fronte della caduta delle quotazioni delle basi (che da metà 2024 hanno perso 1/3 del loro valore).

Tutto questo è di aiuto ora che il Consorzio è costretto, con il Cda coeso nel quale sono rappresentati sia i contribuenti che le aziende di filiera, ad aumentare il contributo per fare fronte ai costi di filiera (da dicembre 2025 è 140 €/t, ma si presume possa aumentare).



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